PALAZZO MASPERO

Anno 2022 | Luogo Torino – Corso Vittorio Emanuele II 74 (Quartiere Centro) | Committente Privato | Destinazione d’uso Residenziale | Tipologia intervento Restauro conservativo | Team di progetto Massimiliano Facciolo, Benedetta Murzio, Leonardo Narvaez, Niccolò Scacchetti | Impresa esecutrice Palumbo S.r.l. | Foto Paolo Ciaberta

Il progetto di restauro interessa le facciate di Palazzo Maspero, edificio di epoca post-unitaria progettato dall’Enrico Petiti e collocato all’angolo tra Corso Vittorio Emanuele II e Corso Re Umberto, in un contesto urbano di rilevante valore storico-architettonico.
L’intervento è stato preceduto da un’approfondita fase di rilievo e analisi, volta a costruire un quadro conoscitivo completo dello stato di conservazione delle superfici. Le indagini hanno consentito di individuare con precisione materiali, tecniche costruttive e principali fenomeni di degrado, tra cui fessurazioni diffuse, distacchi dell’intonaco, formazione di croste nere dovute all’inquinamento atmosferico, disgregazione degli elementi lapidei e cementizi, oltre a un evidente dilavamento delle finiture superficiali. L’assenza di interventi manutentivi significativi nel tempo aveva infatti contribuito a un generale stato di deterioramento, ma al contempo ha evitato che interventi maldestri ne compromettessero lo stato originale in modo irreversibile.
Le operazioni di restauro hanno previsto, in primo luogo, la rimozione delle integrazioni incongrue realizzate con malte cementizie non compatibili, seguita dalla verifica e dal ripristino dell’adesione degli intonaci al supporto murario mediante iniezioni consolidanti. Le superfici sono state sottoposte a trattamenti di pulitura differenziati: le croste nere sono state rimosse attraverso impacchi assorbenti a base di carbonato di ammonio e successiva microaerabrasivatura a umido, mentre gli elementi lapidei sono stati consolidati tramite applicazione di silicato di etile.
Particolare attenzione è stata dedicata agli apparati decorativi, quali stucchi e litocementi modellati, per i quali si è proceduto alla reintegrazione delle lacune, alla stuccatura delle fessurazioni e all’applicazione di trattamenti protettivi a base di polisilossani, idonei a garantire durabilità e traspirabilità.
L’intervento ha infine riguardato anche la copertura: il manto in lastre di ardesia del cosiddetto “tetto alla francese” è stato rimosso e sostituito con nuove lastre di ardesia, consentendo il ripristino dell’orditura lignea sottostante e la posa di una nuova membrana impermeabilizzante, finalizzata a migliorare le prestazioni di protezione dell’edificio nel tempo.

Il progetto di restauro interessa le facciate di Palazzo Maspero, edificio di epoca post-unitaria progettato dall’Enrico Petiti e collocato all’angolo tra Corso Vittorio Emanuele II e Corso Re Umberto, in un contesto urbano di rilevante valore storico-architettonico.
L’intervento è stato preceduto da un’approfondita fase di rilievo e analisi, volta a costruire un quadro conoscitivo completo dello stato di conservazione delle superfici. Le indagini hanno consentito di individuare con precisione materiali, tecniche costruttive e principali fenomeni di degrado, tra cui fessurazioni diffuse, distacchi dell’intonaco, formazione di croste nere dovute all’inquinamento atmosferico, disgregazione degli elementi lapidei e cementizi, oltre a un evidente dilavamento delle finiture superficiali. L’assenza di interventi manutentivi significativi nel tempo aveva infatti contribuito a un generale stato di deterioramento, ma al contempo ha evitato che interventi maldestri ne compromettessero lo stato originale in modo irreversibile.
Le operazioni di restauro hanno previsto, in primo luogo, la rimozione delle integrazioni incongrue realizzate con malte cementizie non compatibili, seguita dalla verifica e dal ripristino dell’adesione degli intonaci al supporto murario mediante iniezioni consolidanti. Le superfici sono state sottoposte a trattamenti di pulitura differenziati: le croste nere sono state rimosse attraverso impacchi assorbenti a base di carbonato di ammonio e successiva microaerabrasivatura a umido, mentre gli elementi lapidei sono stati consolidati tramite applicazione di silicato di etile.
Particolare attenzione è stata dedicata agli apparati decorativi, quali stucchi e litocementi modellati, per i quali si è proceduto alla reintegrazione delle lacune, alla stuccatura delle fessurazioni e all’applicazione di trattamenti protettivi a base di polisilossani, idonei a garantire durabilità e traspirabilità.
L’intervento ha infine riguardato anche la copertura: il manto in lastre di ardesia del cosiddetto “tetto alla francese” è stato rimosso e sostituito con nuove lastre di ardesia, consentendo il ripristino dell’orditura lignea sottostante e la posa di una nuova membrana impermeabilizzante, finalizzata a migliorare le prestazioni di protezione dell’edificio nel tempo.