LUNGO PO DIAZ
Anno 2022 | Luogo Torino – Quartiere Centro | Committente Privato | Destinazione d’uso Residenziale | Tipologia intervento Restauro conservativo | Team di progetto Massimiliano Facciolo, Federico Piconetto, Gianluca Rovero | Impresa esecutrice Catalano S.r.l. | Foto Paolo Ciaberta
Il progetto riguarda il restauro della facciata principale dell’edificio situato tra Lungo Po Armando Diaz 4 e Via Maria Vittoria 15, inserito in un contesto urbano caratterizzato da continuità geometrica e coerenza stilistica tra i fabbricati dell’isolato.
L’intervento è stato preceduto da un’approfondita fase di indagine visiva e diagnostica, finalizzata alla comprensione dello stato di conservazione del manufatto, con l’obiettivo di operare nel pieno rispetto dell’immagine originaria, senza alterazioni formali o compositive.
Il prospetto evidenziava fenomeni di degrado diffuso, riconducibili sia a dissesti localizzati sia alla prolungata esposizione agli agenti atmosferici e agli inquinanti urbani. In particolare, si riscontravano estese efflorescenze saline e macchie sull’intonaco, oltre a segni di vandalismo nella zona basamentale. Gli elementi lapidei presentavano depositi superficiali consistenti, dovuti all’accumulo di particolato atmosferico.
L’intervento ha previsto una prima fase di pulitura mediante idrolavaggio, seguita dalla rimozione delle porzioni incoerenti o in distacco. Si è quindi proceduto con il ripristino degli intonaci e con l’applicazione di un ciclo decorativo a base di calce, utilizzando pitture minerali al grassello, coerenti con i materiali originari e compatibili con il supporto.
Gli elementi in ferro sono stati oggetto di un trattamento specifico, comprendente pulizia, carteggiatura e successiva applicazione di una finitura protettiva a base di resine alchidiche con pigmenti anticorrosivi. Le superfici lapidee sono state trattate mediante idrolavaggio mirato, finalizzato alla rimozione delle patine nere senza alterare la materia.
Per quanto riguarda i serramenti, l’intervento si è concentrato sul recupero di quelli originali al primo piano, sottoposti a restauro conservativo. I restanti infissi, non originali, sono stati sostituiti con nuovi elementi progettati per garantire uniformità formale e coerenza percettiva dell’insieme.
Il progetto riguarda il restauro della facciata principale dell’edificio situato tra Lungo Po Armando Diaz 4 e Via Maria Vittoria 15, inserito in un contesto urbano caratterizzato da continuità geometrica e coerenza stilistica tra i fabbricati dell’isolato.
L’intervento è stato preceduto da un’approfondita fase di indagine visiva e diagnostica, finalizzata alla comprensione dello stato di conservazione del manufatto, con l’obiettivo di operare nel pieno rispetto dell’immagine originaria, senza alterazioni formali o compositive.
Il prospetto evidenziava fenomeni di degrado diffuso, riconducibili sia a dissesti localizzati sia alla prolungata esposizione agli agenti atmosferici e agli inquinanti urbani. In particolare, si riscontravano estese efflorescenze saline e macchie sull’intonaco, oltre a segni di vandalismo nella zona basamentale. Gli elementi lapidei presentavano depositi superficiali consistenti, dovuti all’accumulo di particolato atmosferico.
L’intervento ha previsto una prima fase di pulitura mediante idrolavaggio, seguita dalla rimozione delle porzioni incoerenti o in distacco. Si è quindi proceduto con il ripristino degli intonaci e con l’applicazione di un ciclo decorativo a base di calce, utilizzando pitture minerali al grassello, coerenti con i materiali originari e compatibili con il supporto.
Gli elementi in ferro sono stati oggetto di un trattamento specifico, comprendente pulizia, carteggiatura e successiva applicazione di una finitura protettiva a base di resine alchidiche con pigmenti anticorrosivi. Le superfici lapidee sono state trattate mediante idrolavaggio mirato, finalizzato alla rimozione delle patine nere senza alterare la materia.
Per quanto riguarda i serramenti, l’intervento si è concentrato sul recupero di quelli originali al primo piano, sottoposti a restauro conservativo. I restanti infissi, non originali, sono stati sostituiti con nuovi elementi progettati per garantire uniformità formale e coerenza percettiva dell’insieme.






