CAFFE’ GIARDINO
Anno 2007 | Luogo Torino – Piazza Zara | Committente Caffè Giardino | Destinazione d’uso Food & beverage | Tipologia intervento Ristrutturazione complessiva, Interior ed exterior design | Team di progetto Massimiliano Facciolo, Giuseppe Rabuazzo | Impresa esecutrice Moris Edil | Foto Edmondo
L’intervento riguarda la riqualificazione di un locale destinato ad attività di bar, attivo dalla prima colazione fino alle ore serali come cocktail bar.
Il progetto nasce dall’integrazione tra l’adeguamento ai requisiti normativi e la ridefinizione dell’identità architettonica dell’organismo edilizio. L’obiettivo è restituire una configurazione spaziale chiara e leggibile, capace di instaurare una relazione qualificata con il contesto urbano. L’edificio viene così reinterpretato come un sistema coerente, in dialogo con lo spazio pubblico attraverso un linguaggio contemporaneo e un’immagine riconoscibile.
Fulcro compositivo dell’intervento è il giardino interno, concepito come nodo distributivo attorno al quale si organizzano i diversi ambienti. Questo spazio, pur mantenendo una dimensione raccolta e introspettiva, si apre verso la piazza tramite ampie superfici vetrate, generando una continuità visiva e percettiva tra interno ed esterno. Tale relazione è ulteriormente rafforzata da una coerenza materica tra gli spazi: pavimentazioni, trasparenze e cromie calde contribuiscono a costruire una transizione fluida, in cui il giardino diventa estensione naturale dell’ambiente interno.
Il disegno degli arredi concorre in modo determinante alla definizione dell’identità del progetto. Il banco bar, le superfici attrezzate e le scaffalature retroilluminate sono concepiti come elementi integrati all’architettura, configurando un sistema unitario in cui materiali, dettagli e luce contribuiscono a costruire un’immagine coordinata e riconoscibile.
L’organizzazione degli ambienti e la relazione con lo spazio esterno favoriscono condizioni di comfort e flessibilità, contribuendo a creare un’atmosfera accogliente e contemporanea. La selezione dei materiali e delle soluzioni formali risponde a criteri di essenzialità, durabilità e coerenza linguistica. Ne deriva un impianto architettonico unitario, pensato per garantire nel tempo qualità espressiva e funzionale.
L’intervento riguarda la riqualificazione di un locale destinato ad attività di bar, attivo dalla prima colazione fino alle ore serali come cocktail bar.
Il progetto nasce dall’integrazione tra l’adeguamento ai requisiti normativi e la ridefinizione dell’identità architettonica dell’organismo edilizio. L’obiettivo è restituire una configurazione spaziale chiara e leggibile, capace di instaurare una relazione qualificata con il contesto urbano. L’edificio viene così reinterpretato come un sistema coerente, in dialogo con lo spazio pubblico attraverso un linguaggio contemporaneo e un’immagine riconoscibile.
Fulcro compositivo dell’intervento è il giardino interno, concepito come nodo distributivo attorno al quale si organizzano i diversi ambienti. Questo spazio, pur mantenendo una dimensione raccolta e introspettiva, si apre verso la piazza tramite ampie superfici vetrate, generando una continuità visiva e percettiva tra interno ed esterno. Tale relazione è ulteriormente rafforzata da una coerenza materica tra gli spazi: pavimentazioni, trasparenze e cromie calde contribuiscono a costruire una transizione fluida, in cui il giardino diventa estensione naturale dell’ambiente interno.
Il disegno degli arredi concorre in modo determinante alla definizione dell’identità del progetto. Il banco bar, le superfici attrezzate e le scaffalature retroilluminate sono concepiti come elementi integrati all’architettura, configurando un sistema unitario in cui materiali, dettagli e luce contribuiscono a costruire un’immagine coordinata e riconoscibile.
L’organizzazione degli ambienti e la relazione con lo spazio esterno favoriscono condizioni di comfort e flessibilità, contribuendo a creare un’atmosfera accogliente e contemporanea. La selezione dei materiali e delle soluzioni formali risponde a criteri di essenzialità, durabilità e coerenza linguistica. Ne deriva un impianto architettonico unitario, pensato per garantire nel tempo qualità espressiva e funzionale.










